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NoBorders Festival

L'1 ottobre 2021 si è svolto il NoBorders Festival, un evento multiculturale e inclusivo che ha coinvolto giovani, lingue e culture da tutto il mondo, che ha riempito di colore l'Anfiteatro dell'Università della Calabria. Il Festival, organizzato dall'Associazione Culturale Entropia, si è inserito nell'ambito di un progetto di volontariato del Corpo Europeo di Solidarietà che ha coinvolto più di 40 volontari provenienti da Italia, Spagna, Portogallo e Paesi extra UE (Ecuador, Paraguay, Messico, Uruguay, Afghanistan, Burkina, Tunisia , Costa d'Avorio, Egitto, Siria, Guinea, Guinea Bissau). In sole due settimane, i volontari hanno organizzato il festival attraverso la partecipazione a quattro laboratori diversi: teatro, arte, comunicazione e musica, caratterizzati dalla diversità linguistica e culturale.

NoBorders_Volunteers

L'evento è iniziato con lo stand NoBorders Food dove i volontari hanno preparato e offerto piatti afghani, ecuadoriani e spagnoli. La prima rappresentazione del Festival ha mostrato il viaggio dei migranti: i conflitti e le minacce, ma anche la bellezza e la forza della diversità. Lo spettacolo, che ha coinvolto gli stessi volontari, è stato il frutto del laboratorio teatrale condotto da Paolo Spinelli. La seconda esibizione, guidata dal direttore d'orchestra Checco Pallone, è stata una jam session con un mix di stili, talenti e ritmi da tutto il mondo. A chiudere la manifestazione l'atteso concerto dei Moti Rivoluzionari, gruppo musicale emergente di Acri, che ha portato al Campus l'energia che mancava da mesi.

Daniela Ielasi, presidente dell'associazione Entropia, ha ringraziato il team di volontari del Corpo Europeo di Solidarietà per l'impegno e l'entusiasmo nel promuovere e costruire insieme il festival multiculturale dell'inclusione, invitando tutti i giovani presenti a seguire l'esempio dei volontari, ad impegnarsi se stessi, ad essere cittadini attivi e a sviluppare una coscienza critica. Il messaggio del festival è stato anche quello di solidarietà nei confronti di Mimmo Lucano, che poche ore prima aveva ricevuto una dura e controversa sentenza, e che in Calabria è diventato il simbolo della resistenza a un sistema che esclude e lascia indietro gli ultimi. Anche Marta Petrusewicz - assessore alla Cultura del Comune di Rende - ha ringraziato l'associazione, i volontari ed i partecipanti, esprimendo il piacere di trovarsi in un ambiente vario ed internazionale dal punto di vista linguistico e culturale. 

Il progetto NoBorders Festival ha dato ai giovani partecipanti l’opportunità non solo di uscire dalle proprie zone di comfort, ma di ritornare negli ambienti sociali dopo più di un anno di isolamento. L’opportunità di condividere le proprie storie di vita, crearne di nuove, stringere nuovi legami e lavorare fianco a fianco per costruire una comunità senza confini. Anna, una partecipante spagnola, dopo questa esperienza ha detto: "Per molto tempo ho cercato di capire cosa avrei dovuto fare della mia vita. Adesso posso dire di aver capito: voglio lavorare con i migranti e i rifugiati, e aiutarli nel loro percorso verso l’integrazione". O Lassina, giovane rifugiata della Costa d'Avorio, in Italia da meno di un anno, ha raccontato: "Per la prima volta da quando ho lasciato il mio Paese, mi sono sentita parte di un gruppo. Mi sono sentita accolta e compresa, nonostante le difficoltà dovute alla lingua".